Contrariamente alle abitudini, che variano con l’età, il rituale permane tale quale nel tempo e questo ci offre l’illusione di sentirsi protetti.

Il rituale composto da una successione di gesti che devono susseguirsi in un ordine prestabilito e ben preciso; in tal senso diventa un’ossessione, a volte una vera e propria tirannia quando, per sentirci abbastanza bene, dobbiamo a tutti costi applicare il nostro rituale.

Ma come funziona? A che cosa serve?

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Un rituale è innanzi tutto un meccanismo di difesa messo inconsciamente in atto per proteggerci da un’angoscia che ci sovrasta, che ci schiaccia. Si tratta principalmente dell’angoscia della morte, che ci impedisce di prendere il rischio di vivere; il famoso “SE” del futuro contro il quale dobbiamo lottare perché raramente vissuto in positivo. Ripetere delle regole di vita, darsi un contesto stretto, ben definito, impostare tutto con date e scadenze precise ci procura l’illusione di essere protetti, almeno sul momento, da un pericolo esistenziale.

In che misura è patologico?

Banale dire che, come in tutte le cose, l’equilibrio sta in mezzo, né troppo né troppo poco!

Dipende tutto, quindi, dalla sua intensità: un rituale è, per definizione, una chiusura al movimento della vita e la vita è movimento. Il rituale diventa patologico quando non è una semplice precauzione o attenzione bensì una necessità indispensabile in un contesto in cui è superfluo. Applicare un rituale allorché obiettivamente non ci sono rischi e tutto è rassicurante attorno a noi diventa patologico. Per questo assistiamo, a volte, a rituali stravaganti, irrazionali e totalmente inadeguati alla realtà. Più un rituale è costrittivo, più è patologico, sino a sfoggiare nel disturbo ossessivo compulsivo. In tal caso, sappiamo bene quanto siano assurdi i nostri comportamenti, ma non riusciamo a bloccarli e non possiamo fare a meno che ripeterli per combattere un’angoscia insopportabile.

Come spiegare che spesso – ma non sempre – le persone abbiano un solo rituale?

Quando il rituale è circoscritto ad un campo ben preciso mette in luce una problematica altrettanto precisa e specifica. Cercheremo prossimamente di presentare esempi precisi per illustrare al meglio questa introduzione sui rituali.