Attraverso il contatto fisico (carezza, pacca sulla spalla o abbraccio che sia), riusciamo a trasmettere agli altri un sentire ed un sentimento, più comunemente quello dell’amicizia. Perché allora non cominciare da voi stessi? L’autogratificazione è fondamentale: datevi una bella pacca sulla spalla per manifestare questa amicizia con voi stessi, la più importante per poi poter essere amici degli altri e diventarlo per loro; per congratularvi per un successo, un obiettivo raggiunto, una difficoltà superata, un’iniziativa presa,  per sentirvi vivi, attivi, pieni di energia che si auto rigenera.

autogratificazione

Non aspettate che siano gli altri a farlo per voi: fatelo e poi condividete con loro la gioia di aver superato paure e difficoltà. Ricordatevi da dove siete partiti, come eravate e come siete adesso, dopo aver forgiato questa nuova personalità che vi permetterà di affrontare altre ineluttabili difficoltà, contrarietà, situazioni imbarazzanti o problematiche con uno spirito diverso. Di fronte ad un ostacolo, infatti, vi troverete a pensare “Ce la metto tutta per riuscire e saltarne fuori” invece di “Non ce la faccio, è troppo per me, non me la sento, non ne uscirò mai fuori…”.

Amatevi!

Facile da dire, ma difficile da mettere in pratica? E’ vero. Siamo cresciuti in un contesto in cui sembra egoistico pensare a se stessi, ma non c’è niente di più sbagliato. Per dare agli altri (e quindi diventare altruista), bisogna avere consapevolezza del proprio IO, delle proprie potenzialità, delle proprie capacità ma sopratutto dei propri limiti. Quel “dare” non è inteso solo come un gesto oblativo, cioè fatto senza una contropartita, ma anche in senso lato: dare fiducia, sicurezza.

Vi faccio un semplice esempio: quanti genitori si sono accorti che le loro paure sono scomparse quando si sono impegnati a non farle vedere ai propri figli per non condizionarli, per tranquillizzarli? Quante volte l’adulto è insicuro ma, inserito in un particolare contesto in cui deve fingere di non esserlo, trova in sé forza e sicurezza? Anche in questo caso, come abbiamo già visto per la fiducia in se stessi, è come se stessimo parlando di un muscolo da allenare.

Sono tanti i casi in cui ci si accorge di poter cambiare, migliorare, crescere per diventare sempre più tranquilli e rassicuranti per gli altri. Ma bisogna assolutamente, di volta in volta, sottolineare ai propri occhi che queste sfide sono state superate. La vita è veramente un insieme di conquiste, è una battaglia continua dalla quale possiamo uscire vincitori: il semplice gesto della pacca sulla spalla equivale ad aver vinto una medaglia, un riconoscimento.

In effetti la vita è un continuo conoscersi, perché oggi si è diversi da quel che si era ieri, soprattutto nel momento in cui ci si impegna per acquisire più stime di se stessi. Quest’atteggiamento va sviluppato nelle piccole cose quotidiane come nelle grandi, dato che ciò che sembra insignificante agli occhi altrui può essere di importanza vitale per noi o viceversa. Tutto è soggettivo!

Quindi, un obiettivo primario della nostra esistenza è quello di saperci amare ed apprezzare per superare qualsiasi paura o senso di inadeguatezza e di incapacità che ci paralizza.

Proprio oggi una paziente mi ha scritto alla fine del resoconto di una nuova esperienza professionale e personale che la intimoriva: “[…] la mia autostima ha una tacca in più ora perché mi sono messa alla prova e penso di averla superata egregiamente!“.

Questo deve essere il nostro ed il vostro obiettivo.